Archeologia recensoria

Nell’aprile del 1984 su “Avvenire” recensivo La leggibilità del mondo di Hans Blumenberg. I suoi testi da poco cominciavano ad essere tradotti in italiano. L’edizione del Mulino, per quanto di scarsissima qualità materiale (carta indecente e porosa) era impreziosita da una traduzione eccellente e da una buona prefazione di Remo Bodei.

La casa editrice di Bologna si emendò, parzialmente, otto anni dopo, con una buona edizione, rilegata, della Passione secondo Matteo, altro testo di intensità ineguagliata, credo, nell’opera di Blumenberg.

La lettura di Blumenberg non mi ha mai abbandonato nel corso degli anni. Fino a giungere a quel capolavoro di sensibilità e acribia filosofica che è Uscite dalla caverna. Ma l’editore era ormai, naturalmente direi, Medusa. Che sin dall’inizio della sua avventura, aveva pubblicato nel 2002 Il futuro del mito e nel 2004 Concetti in storie.

Qui il testo della recensione del 14 aprile 1984

Annunci