Hobbes e un po’ di sovranità

Su Avvenire di oggi la mia recensione sulla riedizione del De Cive, di Thomas Hobbes, per i tipi di Aragno. Su questo libro, se qualcuno lo leggesse davvero, si verrebbe a sapere di alcuni interessanti questioni, come quella della famigerata sovranità. Dice il nostro che due regni, quello di Dio e quello degli uomini, sono troppi. Meglio uno e, guarda caso, quello proprio di coloro che hanno inaugurato la storia con Caino. Quello di Dio essendo troppo elevato e non rispondente alla materialità pesante dei caini. Ma, guarda caso, per esercitare la sua potenza il regno dei caini ha bisogno di modellarsi su quella di Dio. Bestemmia ovvia per qualsiasi ovvia teologia: Caino non può fregiarsi degli attributi della potenza divina. Ma è esattamente quello che Hobbes consiglia al modello di Stato moderno che da allora fino a noi ha funzionato alla perfezione. Oggi funziona meno per il semplice motivo che il pragmatico Hobbes, insieme alla bestemmia teologica, cercava anche di dire che due sovranità sono troppe; cosa di cui si sono dimenticati i moderni caini che, abbandonando il regno di Dio, hanno preso a moltiplicare e a far funzionare allo spasimo tutti gli altri con il risultato di imporre sulla testa dei sudditi una, due, tre sovranità. Anche perché, al di là del proceduralismo democratico che vorrebbe salvare l’apparenza della decisione condivisa (quasi mai ci riesce) la sovranità implica e comporta sempre un sovrano e un suddito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...